mercoledì, 18 novembre 2009
Mai più
Mai, neppure per un attimo, avevo sognato o anche solo sperato che potesse esserci altro che qualche sporadico incontro di coccole e sesso. Mi piace, è vero, mi piace tanto, e se fosse stato anche solo remotamente possibile mi sarei lasciato andare a qualche proiezione o segreta speranza, ma no, grazie al cielo no, pur essendo l'unico tra tutti che abbia desiderato una seconda e una terza e una quarta volta.
Eppure.
Lo ascolto raccontarmi il suo ultimo incontro di sesso con il suo amico speciale, di come finalmente si sia concesso senza riserve, di come sia stato appagante, del feeling che li unisce e ringrazio il cielo di essere collegato in una chat e non viso a viso, perché non so come sarei riuscito a spiegare gli occhi lucidi, il magone, il respiro affaticato.
Erano anni che non provavo nulla del genere, dai tempi di Emanuele, quel dolore dentro, quella mancanza che si percepisce netta ma sfuggevole, impossibile da individuare, una solitudine che sembra dilatarsi, una ferita che si fa sempre più profonda senza che tu possa arrestarne l'affondo.
Non voglio più sentirmi così, non voglio! Mai più!
Non so onestamente se le due cose siano o meno collegate.
Far sesso con qualcuno che conosco solo superficialmente o che non conosco affatto - ormai diventato affare tutto sommato semplice - non riesce a coinvolgermi come vorrei, e se pur mi appaga all'istante, non mi soddisfa granché in definitiva, prova ne è che a distanza di poche ore salterei addosso al successivo in lista.
La cosa mi preoccupa relativamente anche perché ora come ora non saprei che fare a riguardo; mi preoccupa di più invece il fatto che dopo ho sempre latente - senza grandi motivi per averla in verità - la sensazione di non aver appagato granché l'uomo con cui sono stato.
Ennesima deformazione della mia minimale autostima? Ulteriore variante del mio da sempre problematico rapporto con il mio corpo? Oppure la percezione ancora solo istintiva di essere una mezza sega a letto?