Un ciondolo, una iniziale in oro regalo di mamma, che tre anni fa regalai al bimbo, dopo averlo portato per anni, perché avesse sempre con sé qualcosa di davvero mio. Una scatola, LA scatola, quella in cui a suo tempo rinchiusi ogni manifestazione materiale, anche la più minima, del passaggio del bimbo nella mia vita. Uno scambio da cui pensavo di ottenere solo vantaggi. Ritornare di quel pezzo di me che così ingenuo e inutilmente romantico, avevo ceduto a chi in fondo mai apprezzò e neppure comprese; disfarmi di un fardello di ricordi che avrebbero solo continuato a testimoniare la mia stupidità nell'aver creduto ad un amore impossibile.
Due in una e la presenza ancora dolorosa dello stronzo amato si sarebbe risolta o almeno attenuata. Avrei potuto forse prevedere che se quel ciondolo ceduto per amore mi faceva ancora male dimenticato chissà dove a casa del bimbo (lo stronzo) avrebbe fatto ancora più male portato nuovamente al collo in un memorandum ventiquattr'ore su ventiquattro della sua storia.
Passerà, lo so, per quello che rappresenta il fatto di averlo avuto indietro in termini di "chiusura" di una relazione, ma intanto lo porto addosso come una ferita riaperta.
Il bello - c'è sempre un lato positivo se lo vuoi vedere - sta nel fatto che per fare materialmente lo scambio di cui sopra è stato necessario rivedersi, dopo qualcosa meno di un anno credo, potendo toccare con mano la distanza, la formalità, l'indifferenza che lo stronzo bimbo mi riserva ad oggi. Un secondo paradosso in realtà considerando che proprio l'averlo rivisto mi è servito a scoraggiare, invece che alimentare, eventuali ritorni di fiamma.
Non avrei dovuto, non è stato intelligente, non ragionevole, non sano, in buona misura autolesionista, ma io di occasioni per tornare da me gliene ho date, gliene ho date tante, ma ancora non mi rassegno all'ovvio, anche forse perché non lui e nessun altro pure ha il coraggio di dirmi la verità.
Dimmela tu la verità, o mio diario, almeno tu!
NON TI VUOLE!
SEI PROPRIO TU IL PROBLEMA!
FATTENE UNA RAGIONE!
Assente per un po' dopo un commento cui non ho replicato perché sostanzialmente vero. Per qualche tempo e qualche ragione (ignota e volutamente non indagata), ho ripensato al bimbo ed in fondo, per quanto inconfessabile, persino forse desiderato tornasse nella mia vita.
Fortuna ha voluto che le sue infantili ripicche e i suoi non risolti disagi mi abbiamo risparmiato questo nefasto evento e, nonostante - anche questo inconfessabile - mi senta stupidamente di nuovo ferito per i suoi rifiuti ad oltranza, devo riconoscergli che in fin dei conti mi fa solo del bene a starmi lontano.
Provo infatti ad indagarla quella ragione sconosciuta e non vedo altro che un fiacco ed ingiustificato ripiego, quasi io abbia dato per certo che non potrei meritarmi altro che uno come lui, probabilmente disperato ancora più di me. D'accordo la mia scarsissima autostima, ma questa non è una conclusione ragionevole.
Io posso meritarmi eccome qualun altro, sereno ed equilibrato al pari di come posso essere oggi anche io! Rifiugiarmi in un passato che a conti fatti è stata un'esperienza mediocre, per la sola paura di nuove esperienze che non si vedono all'orizzote, sarebbe proprio da vigliacchi. Voglio credere e sperare di non esserlo e perciò stavolta mi sento in dovere persino di ringraziarlo.. quello stronzo del mio ex.