Era un po' di tempo che non mi abbandonavo al piacere di farmi indagare.. Grazie all'esperienza letta in altrui blog (http://diegosmind.blogspot.com) mi sono cimentato anche io. Il test è gentilmente offerto da http://www.altamira.it di cui ignoro completamente affidabilità, competenza e serietà.
Questa volta c'è di bello che quel che ne esce in alcune parti non mi piace per niente e trovo non mi somigli nemmeno molto ma è comunque il risultato di uno strumento che si prefigge di sintetizzare ciò che mie risposte significano.. questo sarei io, senza saperlo, senza gradirlo del tutto, senza per questo censurarlo..
Grande affidabilità, realismo e lealtà sono le tre parole che caratterizzano questo tipo introverso sentimento. È molto concreto e pragmatico e sa portare a termine nel modo giusto (anche se personale) le cose che deve fare. Non ama le novità ed ha una marcata insofferenza nei confronti dei cambiamenti. Si adatta molto bene alla routine. Ha una straordinaria capacità di prestare attenzione a quello che avviene nel presente: non è un sognatore o una persona particolarmente fantasiosa. Ha generalmente una memoria eccellente, in particolare per i fatti che sono riconducibili alle persone. Può essere una vera e propria banca-dati vivente! Ha una scala di valori ben differenziata che gli consente di valutare con saggezza le situazioni e i comportamenti della gente. È una persona dotata di calore personale, gentile e generosa. Se ha la possibilità di farlo, cerca di aiutare gli altri, sempre in maniera concreta e non a parole. Attribuisce una grande importanza all'armonia tra le persone. Detesta doversi scontrare con qualcuno e pur di non farlo si sforza di essere accomodante. Gli altri possono a volte trarre ingiustamente vantaggio da questo suo atteggiamento. È comunque tollerante finché non vengono messi in discussione i suoi valori fondamentali. Superato quel punto diventa rigido ed è praticamente impossibile smuoverlo dalle sue posizioni. La sua funzione inferiore è il pensiero. Non è particolarmente interessato da un approccio analitico, freddo e impersonale, così come non è portato ai ragionamenti astratti che hanno uno scarso contenuto di elementi solidi e concreti. È una persona logica e razionale ma preferisce indirizzare queste qualità su fatti concreti. Si trova a disagio se deve affrontare problemi nuovi o se deve elaborare degli scenari futuri. Non si fida dell'intuito o delle ispirazioni. Questa diffidenza e l'ansia per il futuro possono paradossalmente portarlo a prestare ascolto soltanto alle intuizioni negative, portandolo ad avere un atteggiamento pessimista nei confronti delle novità e del cambiamento. Ama la natura ed è spesso abile nei lavori manuali. Preferisce stare in ambienti familiari. Molto legato alla sua casa. Sul piano del lavoro, oltre alla grande affidabilità, è molto leale nei confronti del gruppo o dell'organizzazione per la quale lavora. Cerca di favorire la squadra anziché voler emergere a detrimento degli altri.
Scopro solo a posteriori di aver vissuto un momento di passaggio determinante la mia identità omosessuale, senza però che durante ne fossi pur vagamente consapevole. Lo scopro grazie alla vita di qualcun altro, nella ricerca di un "qualcosa che manca" molto evidente ma che non capivo in cosa consistesse.
Ho sempre pensato che il grosso del problema fosse racchiuso nella parola "accettazione", quel percorso che tutti noi sappiamo cos'è e che può durare tanto, poco, istantaneo, lacerante o indolore, totale o incompiuto.. ognuno il suo ma insomma tutti ci siamo passati.
Non mi ero reso conto però che accettarsi non è sufficiente per vivere serenamente e compiutamente omosessuale. L'omosessualità cioè richiede anche una scelta di adesione consapevole, una decisione attiva, un momento in cui si decide di "diventare" gay. Magari è soltanto uno stadio, se così si può dire, dell'accettazione come tutti la conosciamo, ma comunque a me pare la parte più consistente e più impegnativa, quella dopo la quale non ti volti più indietro, quella superata la quale smetti di "sopportare" di essere un diverso e inizi a "vivere omosessuale".
Domani sarà splendido se quelle di oggi non rimarranno solo parole.
Anno nuovo, speranza nuova.
"
Cercherò
di venirti incontro
Sarò
meno perfetto
Mi metterò
più a nudo
Ma tu
dovrai essere
molto attento
perché io
sono delicato
"
Per me oggi è un gran giorno.
Un anno fa, stesso giorno stesso posto, incontravo il ragazzo che con inspiegabile semplicità avrebbe sciolto il mio cuore surgelato per poi.. friggerlo!
Un anno in definitiva non facile che si è concluso con un periodo di lontananza "salvavita" per entrambi.
Ho trascorso l'ultimo mese pensando alla panchina dove allo scoccare (quasi esatto) dei 365 giorni forse avrei potuto rivederlo, lui ben sapendo che lì mi avrebbe potuto trovare. E' stata un'emozione intensa vederlo arrivare dopo che nella lunga attesa stavo ormai per rassegnarmi all'idea di una assenza che significasse l'addio definitivo. E invece no, eravamo entrambi lì al capezzale di un amore che non aveva nessuna intenzione di morire, entrambi con gli occhi languidi, entrambi concentrati più sul piacere di reincontrarsi, ugualmente innamorati, che non sulla necessità di ragionare sull'accaduto e sull'accandendo.
Un anno che avrebbe potuto chiudersi in gloria con quel suo splendido messaggio serale "E' proprio vero che l'amore non conosce pause" e che invece inaugurava un nuovo anno con una telefonata fiume notturna, due ore e mezzo degli stessi litigi di sempre, le stesse accuse, le stesse incomprensioni, stessi vocaboli, stessi toni.. anno nuovo, errori vecchi.