Detesto alla massima potenza i settimanali gossippari vuoto a perdere ma quando sei dal barbiere capita di far girare pagine senza necessariamente curarsi di quel che portano scritto. Lo scorso martedì però non ho potuto resistere.. la pagina psicosessuale dell'esperto psicosessuale appunto, ben noto ormai Marco Rossi: "L'immaturo non riesce ad amare". Come potevo non leggere dopo che non più tardi di un paio di giorni prima mi ero speso in una supplica sms alla volta del pupo con preghiera di "crescere"?
Come dice il mio bello andare dal barbiere è spesso fonte di inaspettate illuminazioni e così in parte è stato. Il pupo infatti con il suo pupeggio era riuscito in qualche modo ad insinuare il dubbio che potessi essere sulla strada sbagliata, ma trovarlo scritto nero su bianco.. ops.. nero su rosa, arancio o che ne so.. beh.. è tutta un'altra cosa!
Una persona troppo mammodipendente è impedita nella possibilità di spendersi pienamente con altri in un rapporto affettivo che incosciamente considera antagonista a quello materno, fino anche al coinvolgimento fisico. Nessuna illumninazione, per carità, avevo già compreso da tempo questa cosa, ora semmai ne sono rinfrancato, resta però il problema di mettere in pratica il prezioso consiglio dell'esperto: "devi aiutarlo a crescere".
Viva gli esperti dunque, soltanto quelli però che si preoccupano anche di dirti COME MIODDIO, COME?
23.06.2006 03:09:12
.. omiss.. ".. Nel mentre non riesco proprio a smettere di pensare a te.. A quanto mi piaceva che mi toccassi, a quanto vorrei sentirti spadroneggiare tra le mie chiappe e far mie le tue, a quanto vorrei vederti perderti anima e corpo mentre sprofondi nel mio culo, a come vorrei vincere il mio tabù e vederti sbavare il mio sperma dopo avertene riempito la bocca, ai tuoi piedi che mi accarezzano il corpo e il viso, al tuo collo che riempirei di baci, alle tue spalle cui mi aggrapperei per stringerti.. A te che non hai paura di me o ansie di ché, a me che solo a te concederei ogni cosa, a noi caldi avvinghiati a godere l'uno dell'altro.
Mi dici che io penso troppo e forse è vero, ti penso troppo, ma se ti penso è solo perché non posso far altro che pensarti per non perderti."
Chi non vorrebbe diventare bello per un giorno almeno, esckusi coloro che belli lo sono già ovviamente?
Ho scoperto che la cosa non è affatto impossibile. Basta prendere una propria foto e pubblicarla su uno dei siti tipo HotOrNot o BelliOBrutti e.. beh no.. non è così facile!
La prima foto probabilmente si beccherà un voto davvero misero, del resto brutto sei e brutto rimani. Allora comincerai a chiederti cos'hanno gli altri che tu non hai e lo potrai scoprire molto semplicemente partecipando all'ameno rating. Foto dopo foto scoprirai, se sei capace di guardarti oltre che di guardare, che ci sono precisi marker che tendono a renderti più compiacente con la foto che hai di fronte. E allora ti accorgi che anche un brutto sorriso è meglio di nessun sorriso, che un corpo è meglio di una faccia, uno spazio all'aperto meglio di uno al chiuso, colori saturi meglio di colori spenti e così via. Man mano che scopri queste basilari regole della percezione proverai a pubblicare altre foto scattate appositamente in considerazione di queste variabili e il punteggio effettivamente crescerà fino a quando.. la cometa apparve.. beh no, non esageriamo!
Alla fine però 7.9, in compagnia cioè di tali e pochi bei maschietti e maschiacci di tutto il mondo da non farti più riconoscere. Sono io? Ma io sono brutto, com'è che tutta sta gente mi considera invece bello?
Un miracolo ovviamente.. i miracoli della fotografia!
A volte occorre essere drammaticamente onesti con se stessi.
C'è un'immagine, una sequenza, un "evento"' che non riesco in nessun modo a domare. Ritorna improvviso come solito alla mente in ogni circostanza, al sorgere del minimo dubbio come all'affacciarsi di un timido entusiasmo o anche ad un qualsiasi modesto passo in avanti. Un ricordo che si è fatto ormai tormento. E' la sera in cui ebbi la fortuna di vedere il mio pulcino seduto accanto al suo ex.
Lui e l'altro. Lui che dice solo male dell'altro ma che dell'altro non riesce a contenere il desiderio. Lui che mostra solo rancori e insoddisfazioni per l'esperienza vissuta con l'altro ma che a questo riserva ancora aperture, disponibilità e vicinanza a me mai concesse.
Ma la questione qui non è né lui né l'altro, la questione vera qui è solo "io"!
Sono proprio sicuro di riuscire ad ignorare con il cuore ciò che la mente comprende? Sicuro che potrò mai dimenticare ciò che la ragione continuamente mi rammenta?
Non sono sereno come vorrei.
Non sono intelligente come vorrei.
Non sono forte come vorrei.
Non sono coerente, libero, determinato, colto, capace, allegro, bello, ricco.. come vorrei.
Certo il problema sta in quei "non sono" ma altrettanto in quei "come vorrei", perché se è vero che non si può scegliere come essere è vero invece che si potrebbe scegliere come e cosa desiderare.
Accontentarsi per me è straordinariamente difficile e non comprendo perché. Posso dire onestamente di essere abbastanza sereno, discretamente intelligente e piuttosto forte quando serve ma no, non basta.
Sono condannato ad uno stato permanente di insoddisfazione di me stesso.