Spopola online il sito che in pochi secondi con poche domande rende visibile e visualizzabile la propria posizione nel ricco panorama politico italiano.
Immagino che ritrovarmi dopo dieci anni gli stessi due contendenti al titolo di primo ministro, dieci anni in cui il mondo intero è profondamente cambiato, sia di per sé la dimostrazione che nulla cambia in Italia se non con una flemma e una resistenza che ci renderanno per sempre in ritardo sui tempi.
L'unica cosa davvero nuova in Italia è il metodo con cui una buona metà dello schieramento politico conduce ormai le sue campagne rifacendosi continuamente, senza più inibizioni o distinzioni, alla linea ufficiale del Vaticano, traendone non solo ispirazione ma limpido quanto ingiustificato sostegno.
Un ateo vero, quale mi riconosco, non ha nessuna intenzione o piacere censorio nei confronti delle religioni che anzi considera tutte e indistintamente fonti di riflessione su etica e natura umana. Ma quando una religione, una sola, prende il monopolio delle rappresentanze politiche di un paese, quando i precetti religiosi iniziano a prendere corpo nel suo sistema legislativo trasformandosi da orientamento morale di credenti in leggi per cittadini di uno stato, moderno ovvero laico, allora si è in presenza di un vero e proprio pericolo; le esperienze del presente e del passato in giro per il mondo sono lì tutte a monito.
Io non avrei nulla contro la chiesa se la chiesa non avesse nulla contro di me, cosa che invece è, per via dei suoi "adepti" in parlamento. Fatto salvo il concetto che per il sottoscritto "gay cattolico" è un controsenso in termini visto l'atteggiamento della chiesa a riguardo, sono comunque io il primo a sostenere il diritto di questo o quel papa a giudicare la mia diversità in termini di errore di natura e i miei comportamenti come qualcosa da osteggiare; se non fosse però il papa pare dimentico del fatto che il suo diritto è una conseguenza diretta del "mio" libero stato laico e non, come qualcuno vorrebbe farmi credere, che la tolleranza della mia diversità sia una gentile concessione del popolo/maggioranza papale.
Da temnpo rilfetto su questa novità italiota, se non erro in controtendenza con i concittadini del continente, perciò non mi ha stupito ritrovare tanti riscontri dell popolo gaio nell'unico partito italiano che abbia avuto il coraggio, in italia ne serve tanto, e l'attenzione per fare di questi temi il proprio programma elettorale.
A quanto pare ai gay piacciono le rose, e non fatico a comprenderne il perché.
Domani sarà passato un anno, un anno intero da quando, nonostante tutti i "se", i "ma", i "forse" e i "però", ho infilato quattro stracci in qualche sacchetto di carta e mi sono accucciato nelle mia tana.
Un anno in cui l'allora futura casa è rimasta tale, con qualche sacchetto in più, qualche scatolone in più ma nient'altro di più se non quel "futura" ancora tutto da realizzare. Un anno in cui invece di spremere l'impegno mi sono accomodato nel rilassamento. Un anno in cui ho dilapidato risparmi duramente accantonati e che ora non so come mai ritroverò. Un anno in cui sono riuscito persino ad ingrassare e questo, più di ogni altra cosa, dice tutto di questo anno orribile.
Un anno però in cui mi sono anche liberato dalle catene della paura e della vergogna, l'anno dopo il quale mi è più difficile tacere che non dire di essere ciò che sono, l'anno in cui ho detto "ti amo", l'anno in cui mi sono fatto più fotografie che nell'ultimo decennio, l'anno in cui "solitudine" diventa coniugabie solo al passato, l'anno dove molte speranza hanno smesso di essere solo speranze.
Un anno, che per per quanti semi conservi sotto la neve ho però cumunque vissuto come un lungo inverno, quello che sta per lasciare il posto alla primavera, quella che voglio diventi anche la mia personale primavera!
Ho sempre accuratamente evitato che mi si potesse in qualche modo schedare come questo o quello o quell'altro e più che mai ovviamente in virtù dei miei fatti di letto se non anche solo di desiderio.
Ma ieri qualcosa è accaduto, con una naturalità e un'indifferenza che a posteriori mi ha stupito. Da una parte chattavo con un amico, dall'altra conversavo in voce e corpo con la mamma di cose di casa e, come nulla fosse, in uno dei tanti questionari online cui sono registrato come nome e cognome rispondevo senza pensare e nemmeno leggere le varie opzioni al come mi definivo sessualmente.
Ora c'è "anche" un database in cui io "sono diventato" omosessuale.
La mente vaga alla velocità del pensiero fino ad arrivare là dove chissà quanti uomini sono già giunti prima.. in attesa che qualche neurotrasmettitore ritorni ad assolvere il suo compito correttamente e la vita ricominci a sembrare un po' più semplice di così..
Ogni tanto mi piacerebbe avere il coraggio di pensare a me, alle mie necessità, al mio bene soltanto senza curarmi di coerenza, correttezza, rispetto e soprattutto senza che le necessità e i sentimenti altrui finiscano per condizionare tanto le mie scelte. Ogni tanto non vorrei essere me.
Mi rifiuto di coniugare verbi al futuro con chi, per non fare a piedi cinquecento metri, si fa accompagnare in macchina dalla mamma alla stazione o dal barbiere. Sono un mostro o soltanto un “uomo” che dal barbiere ci va con propri mezzi da quando aveva quindici anni?
Mi si accusa di giocare al piccolo psicologo, di giudizi arroganti, di generare ansie, di pressioni insostenibili, di egoismi, di superficialità, di sfogare frustrazioni. Io non mi ritrovo in questo me, non posso escludere che sia ma proprio non mi ritrovo. Cerco in onestà un possibile riscontro che mi consenta un percorso di autocritica ma continuo a non ritrovarmici.
Mi rimproveri di non assumermi le mie responsabilità ma mai, anche solo una volta, che me ne abbia descritta una, anche solo una.
Non cerco certezze, ho imparato che non ne esistono e che anzi è pure meglio senza. Non posso darne perciò, sarebbero fasulle, nemmeno a chi non può ancora fare senza.
Nascondere le proprie inadeguatezze dietro un dito puntato in accusa è meschino, ma forse certa debolezza ti costringe a farlo per non morire di paura. Non lo so, forse fa meno male pensare di amare una persona debole che una meschina.