Tra il dire e il fare.. si sa. Sono stato io a dire che mi sarebbe piaciuto conoscerlo.
Porca miseria ci sono milioni di persone che prendono la metropolitana su linee diverse, in orari diversi, in giorni diversi. Chissà quale destino è riuscito a farti incontrare il tuo ex proprio ieri e invitarlo la sera al bar "solo per fare contento te", "ma tanto non verrà".
Già, ora dovrei essere contento però perché lui invece è venuto, nonostante di ritorno la mattina stessa dalla parte opposta del pianeta, per di più insieme al suo compagno, quello che ha rimpiazzato te in pensieri ed opere!
Dovrei essere contento per aver potuto toccare con mano ciò che immaginavo e intuivo dal primo giorno che ti ho conosciuto: col cavolo che per te lui non è più niente, non è mai stato niente!
Dovrei essere contento del fatto che non riuscivate entrambi a trattenere il desiderio di toccarvi (innocentemente, per carità) pur in presenza dei rispettivi "nuovi amori".
Dovrei essere contento nel vedere che persino con il tuo antagonista tanto bistrattato ti trovi più a tuo agio, libero e sereno che con me.
Dovrei essere contento di aver smascherato l'ennesima eclatante bugia che con chissà quale misteriosa risorsa riesci a nascondere, anche questa con tutte le altre, persino a te stesso.
Dovrei essere contento delle lacrime, le tue fin troppo pubbliche, le mie private e segrete, che il dopocena ci avrebbe riservato.
Dovrei essere contento ma no, non sono affatto contento, mai nella mia vita sono stato così poco contento di aver avuto assolutamente e completamente ragione.
Ti siedi in una sala cinematografica per passare un paio d'ore in allegria e ti ritrovi invece a vivere, mediante una storia raccontata su uno schermo, ciò che maggiormente ti tormenta negli ultimi mesi.
Prime, film sentimentalspassoso che narra il travolgente rapporto d'amore tra una trentasettenne e un giovane molto più giovane. Versione etero di io e lui insomma.
Ho passato una domenica pomeriggio a rintuzzare ed essere rintuzzato ad ogni frase o circostanza che immancabilmente ci vedeva coinvolti in quanto riferibile a noi; già visto, già vissuto.
C'è di bello che, come ogni storia, anche questa di questo film ha un epilogo che è l'epilogo più ovvio e prevedibile di una storia come questa, che è l'epilogo cui forse io sono già rassegnato ma che, come nel film, non lascerò mi impedisca di avere in futuro una bella storia d'amore.. da ricordare.
Per me è sempre stata una non-festa se non anche un’antifesta, sciagurato giorno della gioia di coppia che non è mai stata.
Sommo piacere quest’anno, il mio primo san valentino sanvalentinabile, non perché finalmente festeggiabile, ma anzi perché proprio ora che lo era mi son ritrovato con il più totale disinteresse per la cosa. Era allora e ora rimane una non festa, senza invidie per i festeggianti, senza desideri di rivalsa. Se ami qualcuno non hai certo bisogno di una ricorrenza del calendario per celebrarlo il tuo amore, che invece si misura, se proprio vuoi, lungo gli anni, le difficoltà, le realizzazioni.
Contento io contenti tutti? Errore di sistema caro mio perché per un me che non nutre desideri sanvalentiniani c’è un l’altro che invece si! Sono una coppia ora non sono più un individuo individualmente pensante, devo abituarmi a pensare “in due”.
E così fu, il mio primo San Valentino, ripercorrendo i luoghi in cui ci siamo incontrati, ci siamo baciati, ci siamo concessi alla parola “amore”. Doveroso ossequio al doveroso pensierino e una serenità che mi stupisce sempre un po’ ma che il 14 febbraio non poteva non essere. Non credevo onestamente che avrei mai pensato a San Valentino come ad una bella “festa”.
Settimane senza essersi visti, frequentati, coccolati, eppure ti sento più vicino. Guardo la tua immagine nella webcam che ti ho chiesto di lasciare accesa nonostante i tuoi impegni e mi accorgo che ritorno a credere nella possibilità di ritrovarti nel mio futuro remoto.
Ogni minuto passato a discutere, confrontarsi, litigare anche, è una sorta di investimento per il futuro, contrariamente a quello che potrebbe sembrare, invece di dividere unisce perché è tempo che dà valore alla coppia, che serve a costruire e non distruggere la coppia.