Il mio equilibrio psichico.. 160 caratteri alla volta.
Caratteri che mi consentono di non impazzire per l'assenza di chi è sempre in cima a tutti i pensieri da mattina a notte inclusa.
Caratteri che in qualche modo ci tengono insieme quando pure siamo tanto distanti.
Caratteri che, diciamolo pure, sono più "economicamente compatibili" di qualsiasi pur scontatissima tariffa di telefonia.
Caratteri che a tratti si fanno poesia, romanticheria, melensodramma,.. Bacio Perugina insomma!
Caratteri che mi costringeranno ad un nuovo blog se non voglio che finiscano nell'oblio.
Domenica d'agosto, una Milano che scopro sempre più bella, forse anche per i nuovi occhi con cui la guardo. Fuori un luccichio che scorre, cenni di realtà sconosciute in rapida successione. Solo, su questo treno che mi riporta mesto verso casa, più solo di quanto non fossi prima di non esserlo più. Il distacco mi ferisce molto più di quanto non mi deprima l'assenza. L'attesa sarà lunga, altri sette giorni, interminabile prezzo di un progetto di coppia che stento a figurarmi.
Penso agli anni che ci vorranno per maturare quel minimo di esperienza comune che ci consenta di valutarci come coppia. Di fronte una coppietta di giovani orientali, molto carino lui e lei altrettanto. Dolci bacini, amorevoli carezze, occhiolini, mano nella mano; lei legge un libro con la testa accoccolata sulla spalla di lui. Dolcezza, grazia ed eleganza. Li guardo estasiato come alla vista di un miraggio; sogno che io non ho diritto di sognare.
Penso alla nostra mattina insieme, a quelle due coccole che abbiamo potuto scambiarci grazie alla pioggia, uno splendido parco deserto che da lì a poco si sarebbe però riempito dei tuoi "c'è gente".
Penso che l'amore di questi due giovani sul treno non è più degno e rispettabile di quello che proviamo noi, ma noi no, noi "c'è gente". Noi ci si dovrà reprimere ogni qual volta si sentirà il desiderio anche solo di una carezza o del tocco di due dita, noi "c'è gente".
"Pensi troppo", mi dici spesso e forse è vero, ma in attesa di riuscire a reprimere anche i miei pensieri, penso.. e piango.
Il senso di un blog è anche questo, incontrare persone, pensieri, mondi e vite che non avresti mai potuto.
Capita qui, oggi, con un lettore cui sarò per sempre grato per il commento che segue. Non potevo certo lasciare questa perla nel recondito di un commentario che spesso svanisce nel nulla. Ho girato e rigirato per anni attorno a questo concetto e qui infine trovo la sua più limpida espressione grazie ad una citazione che voglio far mia senza riserva alcuna.
Grazie al collega blogger Rukbat per lo splendido fiore che ha voluto piantare nel mio piccolo giardino:
http://ilgiardinodellepetunie.splinder.com/
Essere gay è una condizione che spesso amplifica vizi e virtù, tra i gay ho conosciuto le persone più schifose e quelle più straordinarie di cui abbia memoria. Ti lascio una frase di Sigfrido, un personaggio di Gea, un bellissimo fumetto che mi ha segnalato un amico. Sigfrido è gay e parla così di omosessualità:
In fondo cos’è l’orgoglio gay? E’ voglia di trasformare senso di colpa, odio di sé, disprezzo sociale in autostima e dignità.
D’altronde, se una persona, per ottenere il privilegio di essere semplicemente se stessa nella vita, avesse dovuto sfidare, suo malgrado, la famiglia, la scuola e parecchie consuetudini sociali….. Non sarebbe un pochino orgogliosa anche lei di avercela fatta?
Non ci credo e non ci voglio credere; punto e basta!
Poi mi rendo conto, oggi, all'ultima richiesta di contatto proveniente da parship, che quella del mio Emanuele è arrivata giusto una settimana prima che il mio account gratuito scadesse. Account che non avrei mai scelto di pagare come mai ho pagato tutti gli altri analoghi.
Destino non è.. però cos'è??
Si può litigare per una telefonata negata? Sicuramente si!
Lo si può fare via sms? Incredibilmente si!
Si può fare pace via sms? Altrettanto incredibilmente si pure questa.
Ma più incredibile di tutte la domanda che segue.. ci si può innamorare per tramite di qualche kb di scritti? Non so se debba vergognarmi a dirlo, ma ahimè vale un incondizionato si anche per quest'ultima.
Leggo e rileggo in continuazione tutto quello che è stato scritto tra noi e non posso fare a meno di provare tutte le volte le stesse emozioni. L'euforia da innamoramento non c'entra proprio qui. Lo scritto, ormai superato dagli eventi, ormai sterilizzato nel suo effetto mediatico, passa attraverso la decodifica dell'intellegibile prima ancora che dell'emozionale, poco fanno più il desiderio, l'attesa, la sorpresa. E ti ritrovi ad eccitarti per un "invecchiare insieme" così naturalmente sfuggito alle barriere dell'opportuno, emanazione non mediata di un'anima, l'anima che cercavo, l'anima che ho trovato, che mi ha trovato, l'anima di cui mi sono innamorato.
Fino a qualche giorno fa pensavo che gli spot delle compagnie di telefonia mobile fossero sempre improntati sugli amori adolescenziali perchè sono gli adolescenti a spendere incoscientemente tanto in prodotti telefonici.
Mi sbagliavo alla grande. Il vero target di quegli spot non sono i giovani ma gli innamorati che "investono" in sms, mms e collegamenti vari decine e decine di euro. Lo fanno inoltre con assoluta soddisfazione del prodotto, perchè nulla può valere di più che poter raggiungere il proprio bene più prezioso.
Tant'è se è vero questo, mi diventa comprensibile anche il perchè un aggeggio che non ha mai suscitato la mia attenzione ai vari rumoreggi emessi, ad oggi me lo trovi immancabilmente appiccicato addosso, permanentemente nei miei pensieri e alla mia attenzione quasi che da esso dipendesse la mia sopravvivenza.. sarà mica che "un sms al giorno.."..
Ma chi non sognerebbe qualcuno che per te facesse appunto l'impossibile?
Il mio bello ieri esordisce così ad una telefonata a lungo attesa anzi implorata. "Ho fatto l'impossibile per te".
Ora.. bello per carità, non posso negare, ma quando questo "impossibile" consiste nel pigiare il tasto verde sul telefonino.. beh insomma.. ti tocca accontentarti un po'.
La mia vita è sostanzialmente un'articolata sintonia di paure, ansie, tensioni emotive e fisiche ed ogni sorta di altro "freno".
Anche oggi che qualcosa di straordinario mi ispira e mi illumina non posso fare a meno di sentire altrettanto forte il peso di queste mie. La ragione si oppone al cuore e questo soffre. Non comprendo come, non comprendo perchè, non comprendo quando, ma la verità è che l'amore non s'ha da comprendere, spesso di ragioni non ne ha nemmeno, l'amore si sente e basta, e io lo sento, il mio tabù è stato infranto. Fulmineo come non avrei mai concepito, impetuoso come non avrei mai creduto, intenso come non avrei mai immaginato.
Le mie paure non passeranno mai, sono parte di me evidentemente e tutto ciò che posso fare è conviverci oltre ovviamente a tentare di sfidarle. Quali che siano le ragioni o le non ragioni delle mie ansie c'è però che una verità superiore si è fatta largo in questi pochi giorni, una verità che ogni paura sconfigge e supera.
Non mi importa se tutto finiirà con la stessa velocità con cui è iniziato, non mi importa di quanto distante potrà essere il mio amore dalle mie presunte necessità, non mi importa di quanto strani potremo sembrare ai normalmente normali o ai normalmente diversi, non mi importa se dovrò aspettare un anno o dieci e non mi importa di quanto inadeguato potrò sentirmi sopra o sotto le lenzuola. Non mi importa di nulla perchè l'unica e rilevante verità che oggi mi preme e riconosco è che oggi, per la prima volta nella mia vita, la prima in assoluto, oggi io sono felice! E questa è la vittoria della guerrra e non di una battaglia, per chi come me in passato ha considerato ipotesi molto più estreme.
Anche io posso essere felice; potrei morire in questo momento e non mi importerebbe nemmeno di questo perché infine io sento che finalmente la mia vita ha avuto un senso. Trentasei anni di angosce per poche ore di gioia, pura, intensa, vera; ne sarebbe comunque valsa la pena.
Questa felicità ha un nome, un nome splendido per una persona splendida. Grazie Emanuele.
“Dove ci vediamo e a che ora?”. E’ da quando avevo diciotto anni che per me “cinema” ha sempre significato questo e solo questo.
Oggi invece (che ne ho 36 di anni) per riuscire a stare con te un paio d’ore, la parola cinema ha significato: tua madre, i tuoi parenti, i tuoi vicini di casa, i tuoi concittadini tutti e le tue amiche pure probabilmente, per non parlare degli orari della ferrovia e di quelli dell’azienda dei trasporti locali. Il tutto per essere in una sala cinematografica mentre fuori il sole spende con ragazzini e ragazzetti di ogni (minore) età, famiglie e famigliole con pupi urlanti al seguito.
Me lo avessero chiesto un paio di settimane fa, questa prospettiva mi avrebbe immediatamente fatto reagire con un categorico ed irremovibile “escluso”. Sto cambiando, sto mediando, sto rinunciando ad un pezzettino di “me” per aggiungere un pezzettino al puzzle “noi”. Sbaglio se mi aspetto che questa stessa flessibilità, un briciolo di disponibilità, me le regali anche tu?
Che stronze queste due tizie, sedute in mezzo a noi, una vecchia ormai quasi morta, l’altra ancora in forma e pronta a mettere il suo zampino dappertutto.
Il triangolo no, ma nemmeno il quadrato, io tu lei e l’altra. Non ci sto! Le stronze devono andarsene, loro, la signora e la signorina “voglia di innamorarsi”, la mia e la tua, si scelgano altre vittime perché io non le posso proprio sopportare.
La tua di stronza ti ha convinto che hai bisogno di dire “ti amo”, lo devi fare, in fretta, è importante, prendi il primo che non sia proprio da buttare e dacci dentro.
No caro mio, la tizia si sbaglia, il bisogno di innamorarsi è fatuo almeno quanto è concreto il bisogno di amore. Essere soli non sarà sicuramente una bella situazione ma di sicuro preferibile all’accoppiarsi con chi non è in grado di darti una ragione per metterti in gioco. Quel qualcuno così speciale da farti pensare che perderlo sarà il peggiore dei mali e che pur che non accada si è disposti a tentarle tutte, si è disposti almeno a provare. Non so se quel qualcuno posso oggi o potrò mai essere io, so solo che no! non voglio tu mi dica quel che oggi vuoi soltanto dire, voglio che tu me lo dica solo ed esclusivamente quando vorrai dirlo proprio a me.