Anche se.. la vita è quella cosa meravigliosa che accade nel mentre dei nostri desiderata.
In amore come in amicizia l’importante è stare bene insieme e non si può mai sapere con chi o perché questa cosa accada.. a volte però accade ed è quasi un miracolo.
Il tipo ideale – Anima
Eggià, nientemenoche!
Già scrissi altrove che non cerco un corpo ma una persona; il mio tipo ideale è senza alcun dubbio un tipo di carattere non certo di mascolinità.
Mi interessa una persona che utilizzi la formalità esclusivamente come strumento per il vero ed unico obiettivo che deve essere l’essenza di un rapporto umano, onesto, schietto, limpido. Mi interessa la sensibilità, l’apertura mentale al nuovo e al diverso. Mi interessa chi si sforza tra mille difficoltà di cercare il bello delle cose. Mi interessa l’equilibrio, dare e chiedere, agire e pensare, tu e io e noi. Mi interessa la complicità, la condivisione, l’intimità di spiriti che al limite quella dei corpi suggella. Tempo addietro la oggi famosa Jena sentenziò alla mia definizione che forse un extraterrestre, ma io in tale rassegnato cinismo davvero non voglio riconoscermi.
Il tipo ideale – Corpo
Sarebbe davvero stupido sostenere che l’aspetto fisico non conti. Credo però che per ognuno conti in modo differente al di là del lapalissiano “non è bello ciò che è bello..” cioè a dire che il “tipo” fisico dei miei desideri è in qualche modo direttamente conseguente al tipo caratteriale.
Giusto per intenderci non riesco proprio ad immaginarmi al fianco di un omone possente e forzuto come nemmeno di un ragazzino “tutta vita” o di un fighetto da spiaggia.
Per il resto quasi mi vergogno a dire che alto sarebbe meglio di basso, pochi muscoli meglio di troppi, smilzo meglio di ciccio e ho detto anche troppo posto che l’immagine che mi sforzo di strappare dall’inconscio, inconscia rimane, sfocata per la stragrande maggioranza.
Se in un uomo ciò che mi colpisce maggiormente è sguardo, sorriso e compostezza, in un maschio credo sia spalle, braccia, petto e vita.. anche se.. anche se.. anche se..
Il tipo ideale – “Dotazione”
“Non me ne frega un cazzo” pare davvero l’espressione più rispondente pur se in mora per la sua accezione vagamente volgare.
Nessuno ci crederà, lo so, lo so.. come oso mai non curarmi dell’argomento quando lo si trova in cima alle preoccupazioni di così tanti “colleghi” al punto da diventare in alcuni casi l’unico proposto in altri l’unico ascoltato. Eppure accade a questo strano essere che in ultima posizione, ultima e per ultima, se proprio deve, ci mette ciò che per gli altri sta in cima; e giusto per questo unico caso senza nessun se.
Come al solito D mi apre orizzonti inesplorati. Impreparato ad una sua ennesima provocazione passo le notti a riflettere sulla mia impreparazione. Possibile che non avessi mai pensato ad un mio ipotetico "tipo ideale"? Ce l'hanno tutti un tipo ideale, fin dalla prima adolescenza, perché io no?
Forse un ottimo perché c'è: un tipo ideale, per sua stessa definizione, non esiste.. è ideale appunto; per quale motivo quindi dannarsi l'anima alla ricerca di chi, sai perfettamente, non potrai mai trovare?
Vero anche però che potrebbe avere comunque senso riflettere su ciò che ribolle, conscio e meno conscio, in termini di aspettative, di desiderio, di necessità alla voce in titolo.. anche se..
Lo farò, proverò ad immaginare chi e come potrebbe mai essere questo al momento evanescente tipo, mai tanto ideale come in questo momento.. anche se..
Anche se ho già lucido e chiaro quale sarà l'epilogo.
Acqua.. fredda, tiepida, calda, tiepida, OK. Testa sotto l'acqua, OK. Bagnoschiuma?? Ma cosa ci fa sta roba verde sulla testa?? Che fine ha fatto il solito shampino precisino precisino antiquesto, proquello, antiquest'altro, proquell'altro?
Sono assolutamente certo e definiitvamewnte convinto di essere uno "strano" ma vivere la stranezza materializzata nelle cose quotidiane, tipo sapone al posto di uno shampoo, fa sempre un certo effetto.
Assorto in pensieri che nulla avrebbero a che vedere con una normale doccia.. con un uomo normale.. l'infinito.. nientemenoche! Non sono mai riuscito a razionalizzare l'idea dell'infinito.. spazio-tempo.. vuoti-masse.. forze-inerzie.. materia-antimateria.. Io sono finito, lo spazio in cui esisto è finito, la mia natura di essere umano è finita, il corpo che supporta la mia esistenza è finito sia in spazio che in tempo, dall'istante esatto in cui due codici genetici si sono incontrati e replicati all'istante esatto in cui morirò.. già morirò, ma quando morirò? Non certo "quanto" AD, ma in quale momento!? Corpo o anima? Il cuore, i polmoni, il cervello, la coscienza, cosa? Qual'è il punto di non ritorno, quale l'istante esatto in cuii da "essere" si passa a "impossibile ritornare ad essere"? Dall'infito alla morte e ritorno.. con shampoo a sorpresa!
Ci pensa un bagnoschiuma a (non) risolvere il mistico dilemma; la morte forse può attendere, ma l'infinito? Quasi quasi mi faccio un'altra doccia, che anche l'infinito, forse, può attendere.
Notte fonda e insonne.. un computer e una connessione per accorgerti che non sei l'unico a porti questioni che temevi inconsistenti: http://it.gay.com/forum/read.php?43,369432 (A voi piace definirvi gay?)
Ma se non sei l'unico, la questione non è così inconsistente come temevi o almeno, se pure lo è, non lo è per tutti.