"Si ma in amore sono tutt'altra cosa". Come? Cosa? Prego?
E cosa sarà mai questo universo parallelo che è "in amore" per essere diversamente da come si è nella vita "normale". Perché poi l'amore non farebbe parte di quest'ultima? Perché mai ci si dovrebbe comportare come una iena con amici, parenti, colleghi e conoscenti ed essere invece un cagnolino affettuoso con il partner pro-tempore?
Certo la coerenza non necessariamente, non necessariamente tutti, la si deve considerare un dovere o anche solo un pregio, ma se non vado errato ad oggi lo sdoppiamento della personalità è ancora una problematica psichiatrica se non solo un perfetto espediente per una vita comoda e senza impegni.
E' raro ma mi capita di dover "celebrare" la mia solitudine, perciò contro ogni razionalità, contro ogni lucidità, vado là dove e quando solo loro osano. Loro, tutti, giovani e adulti e anziani, uomini e donne, eterosessuali e non, ricchi e poveri, allegri o scontenti, tutti rigorosamente a coppie di due o a gruppi di coppie.
Sabato di giugno, alba della notte, a passeggio sulle mura della città alta, abbracciato ad un vento freddo che punzecchia la pelle attraverso una leggerissima mezzamanica, affacciato su un'immensità di luccichii e rumoreggi, immerso e circondato e assediato da tutti - tutti tranne uno, tutti tranne me - in coppie. Mi lascio guardare sereno, non è un'impressione mi guardano davvero tutti, intruso dispari nel loro mondo di solo pari, curioso essere del chissà perchè così, chissà perchè proprio qui.
E' paradossale ma questa cosa apparentemente pazzesca mi fa star bene, mi fa sentire meglio. Immagino sia il luogo, più che la situazione, nonostante la situazione, per me in qualche modo e per motivi che non mi interessa indagare "eletto".
Omosessuale maschio single, figli nessuna intenzione né possibilità. C'è qualcuno che potrebbe essere meno coinvolto dall'imminente consultazione referendaria?
Io invece trepido per la prossima domenica con ansia progressivamente crescente, in parallelo ai non pochi sforzi che dall'una e dall'altra parte si vanno spendendo per orientare al (non)voto, senza per altro che nessuno si avventuri nel vano tentativo di illustrare il merito delle questioni.
Trepido perché credo che questa rischi davvero di diventare una data memorabile per l'assetto futuro del nostro paese. Io temo che a breve rimarrà ufficialmente sancito l'orientamento neo conservatore di un popolo, di cui volente o nolente sono parte, in nome del quale sarà gioco facile per bigotti e moralisti di ogni razza estendere ad altri ambiti la loro prepotente intrusione nella moralità degli individui.
Al di là del già visto in altri tempi e non solo purtroppo in altri luoghi, speravo invece fosse chiaro e condiviso che la morale non è questione che competa alcuna istituzione democratica; al contrario pensavo fosse chiaro e condiviso che il compito primario delle istituzioni fosse di gestire i rapporti tra differenti moralità, differenti libertà, con obiettivo la massimizzazione di tutte e non la limitazione di alcune ai danni di altre e in nessun caso la scelta di una linea morale da attribuire uniformemente, pur se da maggioranza ispirata.
E' solo per questo quindi che la prossima domenica mi toccherà spendere un pezzettino del mio tempo per andare a mettere quattro crocette su un solo concetto chiave: libertà di scelta dei singoli!