Ciao io sono L..
Per riassumere: io sono alto 186 cm e snello kg 78. Capelli castanochiari e occhi castanoverdi. penso che molte cose si possano dire solo a quattr"occhi. Sono prevalentemente attivo ma non disdegnerei di essere versatile. Adoro le persone con i capelli e non pelate (ma sono molto attratto anche da quelli che si radono). Non sono attratto dalle persone cicciottelle o panciute. Non cerco "un figo della madonna" ma uno che mi faccia sentire vivo con lui. Se cerchi un incontro di solo sesso basta dirlo: non mi fa schifo fare sesso anzi... xò sono su parship perchè cerco un amore....
E tu?
Io? Beh io.. cioè io.. onestamente io.. a dire la verità io.. ecco io.. insomma io.. io no!
Mi guardo in quel vetro magico e ci vedo due gambe più slanciate del solito, la vita pare più stretta al contrario di braccia e spalle che sembrano essersi allargate. La pelle è liscia e vellutata, pochi i peli superflui, qualche neo è sparito insieme a tutti i capelli bianchi. Persino gli occhi mi sembrano più raggianti oggi.. senza occhiali!
Grazie alla collega Imogene www.imogene.splinder.com mi ritrovo su www.genitori.it il sito del movimento genitori a leggere di omosessualità.
Lo so, non si può stralciare un pezzettino di un lungo discorso ma il testo integrale probabilmente è già sullo schermo di chi legge..
"C’è infatti una categoria di omosessuali che un insigne psicologo definisce omosessuali non-gay, cioè persone omosessuali ma che non condividono lo stile di vita dei gay, nel senso che, invece di praticare la loro tendenza – come fanno appunto i gay - cercano di superarla. Sono persone che, invece di impegnarsi in una lotta aperta contro la società per il riconoscimento di uno stile di vita in accordo con la loro tendenza, portano avanti in silenzio una lotta sofferta contro la tendenza stessa, percepita come un ostacolo alla propria realizzazione integrale."
.. omiss
"Offrire, con garbo e riverenza, ma pur sempre nel pieno rispetto della libertà individuale, un aiuto qualificato per il recupero dell’integrità personale – più possibile laddove la tendenza non sia stata troppo fissata dal comportamento – è la più alta manifestazione d’amore verso chi si trova a vivere una condizione tanto difficile." (Leda Galli Fiorillo)
Ho fissato per lungo tempo queste righe alla ricerca di un commento che sarebbe legittimo e doveroso ma il frastuono di tre parole mi confonde e mi sconvolge.. recupero dell'integrità personale.. recupero dell'integrità personale.. recupero dell'integrità personale..
Mi sono accorto solo ora che i numeretti avevano pure una spiegazione.. sempre io a seguire.. mah chissà..
Abitudini quotidiane e preferenze
- Prende la vita molto seriamente, ha saldi principi, pondera ogni singolo avvenimento e dimostra scetticismo nei confronti di tutto ciò che non è collaudato.
- Nel suo modo di pensare e di agire lui dimostra uno spiccato senso pratico, che si rivela naturalmente di grande aiuto per risolvere i problemi quotidiani.
- Fondamentalmente lui ama gestire la sua giornata in modo flessibile, ma ha imparato che la vita è più facile se il tempo viene organizzato meglio.
- La sua attività preferita nel tempo libero è il totale relax.
Con gli altri
- Nelle relazioni interpersonali, lui non ama che gli altri lo assillino eccessivamente.
- Lui dà importanza alle buone maniere. Perciò lui fa attenzione a tenere sempre un comportamento appropriato e prudente.
- Con un carattere piuttosto chiuso e poco incline alle decisioni affrettate, lui preferisce la prudenza della quiete e della tranquillità. Questo atteggiamento nasconde però una profonda sensibilità e la capacità di provare forti sentimenti.
- Nelle situazioni conflittuali lui brilla per comprensione e tolleranza e, in questo modo, contribuisce alla naturale risoluzione dei problemi.
Caratteristiche personali come partner
- Lui appartiene a quella categoria di persone invidiabili che, in amore, sanno coniugare armoniosamente la forza interiore e la forma esteriore.
- Per lui, un rapporto di coppia è davvero felice se è possibile passare molto tempo insieme e se si condividono progetti e attività.
- Per lui, la casa e la famiglia costituiscono il centro di una vita in comune.
Ho seri dubbi che sia scientificamente possibile mappare una persona, una personalità, con dei gelidi numeri. Ciò nonostante non mi sottraggo mai all'opportunità di sbirciare oltre la mia autocoscienza.
Infine devo ammettere che dopo aver esaurito i legittimi stupori e i doverosi "ma", "boh" e "però" capita immancabilmente che ciò che appare in qualche misura mi somigli davvero. Certo ci sarebbe da elencare anche i mille distinguo del caso ma si sa i numeri non ammettono asterischi.
Fatto 100 il valore medio dell'imprecisato campione (chissà perchè) rappresentativo, questi sarebbero i miei numeretti, sarei io (!?):
101 | A Il mio lato femminile
96 - Il mio lato maschile
85 --- B 1. Istinto
105 + 2. Emozionalità
102 | 3. Razionalità
90 -- C 1. Impulso interiore
109 ++ 2. Autocontrollo
82 ---- D 1. Desiderio di contatti personali
116 +++ 2. Inibizione nei contatti personali
115 +++ E 1. Introversione
75 ----- 2. Estroversione
93 - F 1. Conformismo
93 - 2. Anticonformismo
108 ++ G 1. Condiscendenza
96 - 2. Tendenza a tirarsi indietro
95 - 3. Disponibilità all'autocompensazione
84 --- 4. Autoaffermazione
86 -- H 1. Atteggiamento ottimistico
108 ++ 2. Pragmatismo
107 ++ 3. Desiderio di vicinanza con il partner
95 - 4. Disponibilità all'adattamento
94 - 5. Desiderio di una vita regolata
115 +++ 6. Inclinazione alla vita casalinga
88 -- 7. Inclinazione ad essere attivi
124 +++++ 8. Inclinazione ad essere passivi
Da una corrispondenza con un giovane collega, noi "unici e rari", mi viene una provocazione che mi ha in qualche modo travolto. La dimostrazione nel farneticante sproloquio che mi è sgorgato nel vano tentativo di rendere intellegibile risposta alla spiazzante richiesta: "posso chiederti il tuo obiettivo".
Una domanda tanto semplice quanto tremenda, del resto è sempre così, di fronte alla semplicità non ci sono pretesti, nessuna scusante. Eppoi di fronte ad una domanda così.. se hai un obiettivo dovresti già saperlo, che c'è da pensare? Se non hai un obiettivo che escremento umano sei? Già.. eppure.. il mio obiettivo?
Orbene con il mio lavoro di merda sarebbe buona cosa porsi come obiettivo un minimo di attenzione all'aspetto lavorativo. Beh si non mancherà, ma sarei bugiardo se dicessi che è prioritario. Prioritario, nonostante l'enorme fatica psicologica che mi crea, non ho alcun dubbio, è la mia casa.. nel senso di "casa mia".
In questo concetto è relegato anche il concetto di agognata libertà che si può meglio leggere come "serenità". So anche io quanto inflazionato sia questo termine e quante volte sia capitato di leggermelo addosso, ma io devo per forza di cose reiterami. Si, il mio obiettivo è la serenità, quel sentimento negato per così tanti anni, quel sentimento la cui mancanza ad un certo punto mi faceva pansare in modo ossessivo all'abbandono del materico mondo. Non lo dico con l'intento di rapire compassione, anzi tassativo semmai il biasimo, ma c'è stato un periodo (non ricordo quanto lungo o a cosa appaiato) in cui, nel vero senso delle parole, il mio primo pensiero al mattino era il suicidio come l'ultimo la sera. Tutti i giorni così, quelli allegri, quelli tristi, quelli appaganti, quelli deprimenti: mille motivi per farla finita. Mi si lasci dire.. quanta merda ho dovuto sentirmi addosso prima di capire che non ho l'ombra di un motivo per rinunciare alla possibilità di essere felice. Perchè dovrei? La "felicità" non è una meta raggiungibile, felici non si diventa, felice è un momento tra i tanti, un'esperienza tra le tante, uno o più momenti, non è uno status da conquistare, è un insieme di più cose diverse, non collegate, alcune arrivate dal cielo altre magari perseguite. Però c'è un però; non puoi godere di quei momenti se sei impegnato e distolto da un rumore di fondo quotidiano, reiterato, martellante. Essere sereno per me significa non dover rendere conto del mio agire a modelli che io non sottoscrivo, non dover aderire a desideri che non sono i miei, obiettivi che non sono i miei, non dovermi persino dispiacere per la mancanza di quei deisderi e di quegli obiettivi.. ecco perchè il mio scoramento alla domanda.. gli obiettivi sono la fonte della mia sofferenza, quelli mancati, quelli inutilmente raggiunti.
Semmai posso raccontare dei miei desideri.
Voglio trovare il motivo per svegliarmi tutti giorni con un sorriso, trovare un motivo per saltare giù dal letto sentendo che qualsiasi cosa dovrò fare sarà sempre meglio di non farla, voglio trovare il motivo per non spendere un solo secondo a lamentarmi di ciò che comunque non sarebbe scalfitto dal mio lamento. E poi voglio trovare qualcuno che condivida questa serenità. Voglio abbracci, carezze, sorrisi, complicità; in qualche modo "sento" che la mia vita avrà avuto senso soltanto quando questo mio desiderio di continuità emotivo-affettiva sarà stato appagato. Se vogliamo il mio obiettivo segreto (ora non più..) sta nel voler rivendicare magari anche solo a me stesso (in segreto appunto) che si può essere diversi, serenamente differenti, compiendo questa diversità senza dover necessariamente avversare la presunta normalità. A me piace vedere le coppiette che si sbaciucchiano negli angoli remoti del pubblico mondo, io sono contento nel vedere due vecchietti che si trascinano in giro ancora affettuosamente mano nella mano, io gioisco alla vista di una famigliola gaudente. Sono anche i miei desideri, magari adattati alla mia personale situazione, e il mio obiettivo è proprio di non cedere alle pressioni, di qua e di là del muro della diversità, che mi vorrebbero schifato da questi sentimenti così biecamente "normali" e più idoneamente orientato al narcisismo, alla superficialità, alla formalità delle cose, dei sentimenti, dei rapporti.
Certo la strada è lunga, perchè la via per la serenità passa attraverso l'accettazione di se stessi ma anche del proprio contesto, il proprio tempo, i propri limiti.. in poche parole l'accettazione di quei parametri che non sono nelle proprie mani. Accettare che esistano parametri non gestibili e che questa esistenza non pregiudichi la propria possibilità di gioia. Ci sono infinità che io non potrò mai fare né essere ma queste infinità perchè dovrebbero limitare la possibilità di godere del proprio essere di fatto? Il punto sta non tanto nell'accontentarsi di, quanto nel maturare la convinzione che non c'è nulla di cui doversi accontentare, quanto molto di cui godere anche nel proprio status quo, nonostante ai più possa apparire del tutto inadeguato. Pare una stupidaggine ma per me non è mai stato così semplice, e non mi riferisco alla diversità affettivo-sessuale, riguarda il mio tutto. Partendo dal presupposto che nulla sarà mai all'altezza delle proprie aspettative, dei propri desideri, della propria realtà, non c'è senso nell'impegno. A che serve spendersi fino all'osso se sai che non arriverai comunque dove desideri? Questo modus pensandi chissà come e perchè cresciutomi dentro devo riuscire ad estirparlo completamente.
Comprendo che tutto questo discorrere si può leggere come la disperata razionalizzazione di una sconfitta globale, e forse chissà potrebbe pure incosciamente esserlo.. in tanti probabilmente mi insignerebbero del titotlo di sfigato dell'anno; ma mi si creda o meno di ciò non si tratta... c'è da dire anche che se a vent'anni si è un pò ancora una sorta di cellula staminale, a trenta quasi quaranta non c'è di che sperare, comprendi che il tuo essere non è prorogabile, sei oggi, e domani potrai essere quel che oggi stai amalgamando, inoltre ben più consapevole che per mille e più inezie oggi potrebbe anche essere l'ultimo.
Uno sproloquio che per quanto legga e rilegga mi pare sempre incompleto, ed evidentemente incompleto lo deve essere davvero posto che del guado di cui vado sproloquiando non ho ancora conosciuto la fine ed è ancora plausibile pensare che possa aver scelto male il punto per guadare, potrei a breve essere inghiottito dai flutti, travolto da una piena non prevista, affondare in una palude appena arrivato dall'altra parte.. tutti "chissà" che sono appunto la vita.. se avessi certezze sull'esito del mio tentativo non avrei nemmeno ragioni per intraprenderlo.